Massimiliano Fomasi

📍Chiavenna, 48, Progetto Joelette,

Sono nato e cresciuto a Chiavenna, con le montagne che circondano lo sguardo e la città, sono di fatto un’estensione culturale del territorio, non sono un elemento paesaggistico. Raggiungere le vette è come respirare. Pensare, anzi sapere, visto che di lavoro sono educatore per una cooperativa sociale che si occupa di persone con disabilità, che per molti la via per quelle terrazze naturali sulla bellezza dei monti tra Lombardia e Svizzera è preclusa, ha spinto me e altri appassionati di alte quote a rendere quelle cime accessibili senza contaminare la natura. È questo lo spirito, ma anche la resa pratica, dell’iniziativa del “Progetto Joelette”. Con le bici di tipo joelette, un monoruota guidato e portato da due volontari e cui è legata la persona che così può andare su quei sentieri di montagna che le erano altrimenti preclusi.

L’aspetto più bello ed emozionante è quello che che si vive attraverso i loro occhi e le loro parole perché possono vedere il mondo fisicamente da un’altra prospettiva: è stato meraviglioso anche per noi che li portiamo lassù. Quando le persone vedono il nostro ‘team joelette’ andare per monti, attraverso una bici trasportiamo un messaggio di inclusione: è possibile per queste persone arrivare dappertutto, anche nell’ambiente montano. Anche perché la joelette non è solo un pezzo di ferro – conclude Massimiliano Fomasi – è un pezzo di ferro, attorno al quale si concretizzano tanti buoni propositi, aiuto reciproco per poter godere delle bellezze delle nostre montagne. Un pezzo di ferro che aggrega e sfonda tanti muri, che fa cultura e che vogliamo portare dappertutto.