Erminia Battista

📍Perugia, 72, Piedibus,

Mi hanno chiamato in tanti modi, ma io sono una dottoressa e non è che ho inventato il Piedibus. Forse l’ho fatto, ma nel 2007 quando uscì il Dpcm “Guadagnare Salute” – una misura voluta dal Governo per promuovere e stimolare buone pratiche per la salute nella popolazione italiana – ho sfruttato l’assist per metterlo in pratica. Ho passato anni a investire nel progetto di Comunità La Salute che cammina con il Piedibus del Ben Essere e le sue gemme, coordinando la Rete Integrata per la Promozione della Salute, sono stati sicuramente i più intensi e arricchenti, grazie al contatto diretto con numerosi colleghi e, soprattutto, con tantissimi cittadini-utenti. Ogni persona, come collaboratore, passeggero, walking leader o giardiniere, rappresenta un dono con la sua presenza a bordo del Piedibus del Ben Essere.

Vi chiederete perché un simile nome. Per me vuol dire “Camminare per Essere Bene“, promuovendo buone relazioni con noi stessi e con il mondo fuori di noi. L’iniziativa si connota, in effetti, come spazio e tempo di incontro, lungo la strada. Nell’incontro c’è il mondo che ho cercato di abitare, con umiltà, per conoscerlo e viverlo, percorrendolo con entusiasmo e speranza. Per abitare il mondo è necessario uscire da noi stessi, dai nostri uffici e aprirci agli incontri, camminando insieme ad altri, per vie, vicoli, sentieri, condividendo parole, progetti, ricercando risorse nascoste, frugando in ogni angolo, fuori, e, principalmente, dentro le persone che sono accanto e in coloro che incrociamo lungo la via. Camminando insieme, come in un laboratorio in movimento, si mescolano saperi, sapori, valori; nascono relazioni; si generano emozioni con una semplicità intrisa di umanità. Passo dopo passo, gli uni accanto agli altri, si moltiplicano gli sguardi; si vede meglio e di più; si uniscono le voci; si sentono più cose.
Ognuno ha qualcosa da dire e da ascoltare, da insegnare e da apprendere. Ho cercato di essere abitante attiva, convinta fermamente che abbiamo tutti bisogno di bellezza, per nutrire corpo e anima e penso (sogno!) che le realtà possano cambiare se ci adoperiamo a creare spazi belli intorno a noi. Ho tentato di avverarlo durante questi anni, attraverso il Giardinaggio di Comunità, creando Angoli delle farfalle, esempio di metamorfosi di piccole aree di paesaggio terzo, negletto e inospitale a ridenti spazi fioriti, luoghi di accoglienza e socialità. La metafora racchiusa nell’iniziativa risiede nella rigenerazione che ciascun Angolo si propone di realizzare, in noi stessi e nella Comunità, curando il verde, camminando.
So che quanto compiamo è solo una goccia nell’oceano. So anche, però, che, se non lo compissimo, all’oceano mancherebbe. Mi piace pensare che, camminando, lasciamo minuscole tracce impercettibili lungo la via, a segnare il nostro passaggio nel mondo, come scie sul mare.