Alessio Abati

📍Lastra a Signa (Fi), 29, Anpas Toscana,

Arrivi sul luogo di intervento e intorno a te vedi le lacrime. Ti accorgi subito che da te la gente si aspetta quel miracolo che tu non puoi di certo concedere, ma ti inginocchi accanto a quel corpo e inizi a fare del tuo meglio e con tutte le forze che hai schiacci forte le tue mani su quel petto. Comprimi quel pallone tra le tue mani come se quel gesto da solo possa bastare ad alimentare una vita così come un soffio di vento fa divampare un incendio nel bosco. Quando premi quel pulsante, la scarica che emana la senti come un brivido lungo la tua schiena.

A volte è dura, ma fare il volontario, regalare il mio tempo alla salute degli altri è un modo che trovo bellissimo e appagante per essere felice e rendi felici gli altri. É un modo di servire la comunità sanitario, ma che ben si sposa con la la mia professione di attore, per cui anche nei trasporti più lunghi, verso Scandicci o verso Firenze, rallegro i pazienti. Anche dietro una mascherina e una visiera protettiva in tempo di Covid. La differenza la fa la parte umana, l’ascolto. E torvo sempre straordinaria la gratitudine delle persone che aiutiamo che alla fine di considerano amici. Torni a casa distrutto, soprattutto con le ferree regole anticontagio imposte dalla pandemia, da davvero appagato di aver fatto del bene al tuo prossimo.